Contest Poetico "Pennino d'Oro 2021": Nicoletta Spinozzi


Nata a Genova il 21 febbraio 1982. Diplomata al liceo classico G. Mazzini nel 2001. Ha partecipato per svariate edizioni al concorso indetto dalla So.crem di Genova scrivendo saggi inediti, nel 2010 e nel 2016 ha ottenuto il primo posto, nel 2008 ha vinto la medaglia d’argento e nel 2013 si è classificata seconda. Sempre in collaborazione con il suddetto ente morale ha pubblicato alcuni articoli sul periodico “La Scelta”. Nel n° 25 del settimanale Oggi uscito in data 15 giugno 2017 un suo racconto “La storia di Amir e Amid” è stato pubblicato nell’editoriale.

Nel novembre 2019 pubblica il suo primo romanzo inedito per la casa editrice Albatros: “La neve seguiterà a sciogliersi”. Per due anni consecutivi 2019 e 2020 è tra i vincitori del concorso indetto dalla casa editrice L’Argolibro ed i suoi lavori: un racconto ed una poesia, vengono pubblicati nei volumi “Il sogno del mattino” e “Miedo 2020 gli scrittori e la paura”.

Nel 2020 è tra gli autori finalisti della prima edizione del concorso di narrativa e poesia Attive menti, riceve un attestato di merito e la pubblicazione della poesia sull’antologia del concorso. Nell’ottobre del 2020 è tra i 15 vincitori del contest di scrittura #lemieprigioni per Edizioni Archeoares ed un suo racconto a tema storico dal titolo “Woodstock” viene selezionato per essere inserito all’interno di una accolta pubblicata dalla suddetta casa editrice. Nel dicembre 2020 un suo racconto inviato al concorso “Storie e tradizioni di Natale” è stato selezionato per essere pubblicato in una raccolta edita dalla casa editrice Idrovolante. Nel febbraio 2021 ottiene un premio speciale al concorso di poesia inedita “Ossi di Seppia” come migliore autrice ligure sezione A con la poesia “Impasti”. Un suo racconto sarà pubblicato nella raccolta “Una favola per i nostri bambini” a cura dell’Associazione Sara un angelo con la bandana Onlus. Collabora con il blog di Green Kitchen.

Non meritavo il ghiaccio che blocca,

e paralizza da bocca a bocca,

dove silenzia ogni afflato,

in mezzo ad un mondo che sa di boato.

Scruto le storie ed i loro visi,

fuochi fatui di fiordalisi.

Poi mi circondo di espressioni

gracili, come gracili son gli aquiloni.

Mentre ricerco tra le stesse pieghe

qualche sorriso, ma da botteghe.

Aspettando sempre di risentire

il richiamo più puro, che faccia stupire.

Aspettando la luce di quel domani

che ho addormentato nelle sue mani.


***


Ogni volta che guardo un bambino

questo mi basta per sentirti vicino.

Pensarti giocoso, un poco padre,

tra batuffoli rosa di rose leggiadre.

Mattoni, di plastica colorata


per imbandire la vita un po’ sgangherata.

Star cavalcioni sul pavimento,

follie sotterranee di cui già mi pento.

Così lo proteggo dentro al mio cuore,

quel desiderio dal vergine pallore.

Tra i lembi nascosto ed oramai sconnesso

per chi neppure crede più in sé stesso,

mentre fuori c’è sempre

tormenta,

ciò che vorrei e mai s’accontenta.


***


Se accarezzasse la mia pelle come quella

stella chiamata sole, di sole emozioni potrei rivivere.

E trovare il coraggio per afferrare il raggio.

Di una ruota che gira.

Vorticosa sospira,

la voce che è filo

d’erba.

Ma tarda, non giunge, già sorda

al richiamo


o spezza il suo ultimo ramo.