EMANUELA CURCI

CONTEST POETICO "PENNINO D'ORO 2021"


Emanuela Curci ha 35 anni e vive a Ischia (NA), anche se ultimamente grazie ad una nuova esperienza di lavoro trascorre abbastanza tempo in diverse città lombarde. E' una traduttrice e un'insegnante di inglese. Scrive fin da quando era adolescente, ma non costantemente, bensì solo quando sente l'urgente necessità di tirare fuori e condividere ciò che vive e. Non ha mai pubblicato nulla, ma non esclude che questo possa accadere.


Dice della nostra iniziativa "Pennino d'Oro": <<Apprezzo moltissimo i concorsi poetici gratuiti, li considero iniziative lodevoli che conferiscono valore alla produzione artistica scritta, per il solo fatto che sia stata creata, per il semplice fatto che permetta la condivisione di ciò che più abbiamo di caro e potente: i sentimenti, le emozioni.>>


Connessi

Siamo orologi molli in terra fiorente,

continenti sconfinati, ponti fra le isole.

Una sola certezza a fare eco:

il futuro non è nostro, mai lo è stato.

Con una punta di lama sul petto

a sognare un altro tempo,

pesiamo la vita,

mentre il neonato Mondo offre il suo pianto.

Lingue di guerra si intessono su cieli di glicine.

Pensieri minacciosi si siedono su nere distese di lucciole.

Corsie di disperazione tra i papaveri e i frutti di stagione.

Vuoti, nelle menti buie, gli slogan di coraggio.

Agli invisibili, l’opera dei puri di cuore.

Ai passeggeri sospesi, il conforto senza braccia.

Ai sognatori senza risveglio, un amore senza mani,

né messa, né corteo.

Ma prima che tu vada,

lascia che ti culli l’anima,

farò di te musica di versi

e non ti dimenticherò.

Prima che io vada,

tu fa di me volo di farfalla,

dammi alle ginestre e prometti,

prometti di amare.


***


Est

Siamo vuoto che tesse vuoto,

delirio di cuori affamati,

blindati in una casa senza porte.

Trama di corpi stanchi

inghiottiti dalla notte.


Mi porto via, adesso,

è qui il mio angelo.

Verso est, dice di andare.

Non so più chi sono, né da dove venga.

E pensare che ancora rimarrei

per non lasciarti solo

in questa danza della morte

ma avanzo, molle, tra immagini fugaci

di occhi vitrei, parole come serpi

mani disperate, corvi in volo.


A piedi nudi, con vaghe idee di luce

sulla terra pregna, mi sospinge

l’odore della pioggia

il vacillante istinto

di scoprire dove sorge il sole

lasciar fiorire la mia rosa.


***


Di Maggio, a Bordeaux

Il sole si insinua tra le pietre calde dei palazzi

oltre lo spazio delle ore,

i suoni innaturali delle strade.

Gli occhi accarezzano la città,

si inebriano i pensieri.

Tra le dita riaffiorano storie assopite

o forse, quelle solo, di maggio, sognate.

La città si bagna di un calore universale

e si dilata l’orizzonte

sulla sua sorprendente,

incontenibile,

imperfetta umanità.