FRANCESCO D'ANGIO'

Testi scelti da "Verranno a perderci in trionfo"


Nato a San Vitaliano, Napoli, nel 1968, ma residente a Matera da diversi anni.

Il primo esordio letterario è del 1997 dopo aver vinto un concorso per esordienti con in palio la pubblicazione di un racconto con ALEA EDITRICE BARI.

Dopo una lunga interruzione, la narrazione riprende nell'ottobre del 2020 con la pubblicazione del romanzo breve "Lo sconosciuto " edito da PLANET BOOK.

A fine giugno 2021 viene pubblicata la prima raccolta di versi dal titolo "Clessidre orizzontali" a cura della casa editrice EDIZIONI TRIPLA EEE

 

TESTO N. 50

Le chiamate stelle, battute sul petto

all’ora del pasto in fila

e del collo tirato dopo la preghiera

del mattino,

a mani giunte o senza ginocchia

si sente lo stesso l’acre dei farmaci

a basso costo.

Ci sono sogni di tazzine decorate

in un caffè gentile

da dormirci insieme,

non ricordo che occhi avesse

la nascita venduta

ad un mortaio di carta

dove poter separare i fruscii del vento

dai lacci delle scarpe.

Con gli uni possiamo legarci i capelli,

e con gli altri solo passi mai compiuti.


***


TESTO N. 8

Il più bel corpo s’asciuga di sera

le ombre che porta di giorno.

Hanno anche capelli ordinati,

gli occhi sfusi sbocciati

nei giorni dei giudizi,

dove sbarrate sono le pietraie

raccolte di lapidazioni,

apostrofando il fiore secco

con lo stesso amore che ci portiamo

di somiglianza in somiglianza.


***


TESTO N. 121

Si prega sotto i tavoli quando è l’ora

della vena buona dell’oro e dell’ira

del Signore, che non precede mai

il suo arrivo con un annuncio di cortesia.

Ma la paratia delle parole pronte

a sollevare la loro luce di conforto

fuori mano e fuori bordo, non basta

con prestanza di mezze braccia

nel fondo di una incagliata baldoria

di assoluzioni. Può esserci perfino

gioia di un presagio nel disordine

di somiglianze al buono, schiacciando

foglie sotto una suola. Prima erano

su un albero che respiravano.