GERARDO MAGLIACANO

Testi tratti da "Canto è [R]Esistenza"


Gerardo Magliacano è docente di Storia e

Letteratura, ed Esteta. Laureato presso l’Università di Salerno in Lettere e Filosofia, ha insegnato e insegna discipline umanistiche. Nato e formatosi a Salerno, classe 1974, ha lavorato per più di un decennio in Lombardia, dove ha insegnato e pubblicato le sue prime opere. A partire dal 2014 ha deciso di trasferirsi in Campania per “faticare” per la sua Terra Felix, dove tuttora insegna e collabora con la associazioni che promuovono e tutelano il territorio, in prima linea nella lotta alle mafie.

In veste di scrittore e saggista, Magliacano ha pubblicato: due saggi di filosofia della canzone – Vasco. L'ultimo poeta male-detto, (Milano 2006), Generazione di Suonati. La Cultura gira in-formato mp3 (Milano 2008) – e un’inchiesta romanzata d’impianto storico dal titolo Santa Escort. La 'Matria' degli italiani, (Milano 2011). Nel 2010 ha curato, in collaborazione con AMREF, una raccolta di scritti adolescenziali dal titolo Il mondo salvato dall’Adolesce(ME)nza (Milano 2010): con il ricavato è stato costruito un pozzo in Tanzania. Ultimi lavori: “TERRO(M)NIA. Ritorno alla (mia) terra” (Napoli 2014), il ricavato è stato destinato al progetto “Melo aDotto”, che si propone la riforestazione di tutte quelle terre mortificate dalle mafie. Nel 2016 esce “Una Nea-Polis sospesa”, che gli vale il Premio “Gelsomina Verde” per essersi contraddistinto “con impegno e passione ed esempio di vita, nella lotta alle mafie e nell’affermazione delle verità storiche e del sentimento di giustizia”. Del 2018 è “SERVI della GLEBA”(Napoli 2018), prefazione di Ciro Corona e postfazione di Don Aniello Manganiello.

 

(il) Salvatore

Agende rosse in movimento,

Le lettere di Paolo:

Eroe e non santo.

Era in via D’Amelio,

Non sulla strada di Damasco.

Nessuna conversione:

Non era Paolo di Tarso,

Era di Palermo.

Un martire!...

E un martire rimane saldo!

Un ulivo,

Un albero della pace

Per chi ora tace.

Ma non tace (il) Salvatore:

Un simbolo, un legno,

Un uomo, la sua voce.

E la lotta non si arresta.

Quanto pesa una croce?

Il legno

Non arrugginisce

E “quello spirito guerrier”*

Non si assopisce:

Nel Salvatore...

Salvatore risorge,

Brandisce!

Il Salvatore...

Salvatore R-Esiste.


* U. Foscolo, Alla sera.



 

La terra è nostra figlia

(alle terre dei fuochi)

Questa è terra,

È la mia terra:

Irrorata di sudore,

Nutrita di fatica;

Dal letame, un fiore.


Questa è terra,

È la mia terra,

Di chi ha fame e sete

Di giustizia e bellezza:

È questo il mio ‘podere’.


Questa è terra,

È la vostra terra:

Inquinata da un possessivo,

Ingabbiata sotto serra.

In questa dichiarata guerra,

Nessuno ne uscirà vivo.


Questa è terra,

La vostra terra,

Seminata a ‘monnezza’

Concimata a mafia e merda,

Per un raccolto

Di croci, e una mefitica brezza.


Questa è terra,

È progenie e prole,

Dei servi della gleba:


Né padrino né padrone,

Ingravidata e pura,

Fattura del suo fattore,

Fattore di sua natura.


Questa era terra,

“Figlia di [suo] figlio”.

Ed ora cosa resta?

Lacrime su petali

Di un giglio.


 

’0 Sistema

La mafia è manovalanza,

’0 sistema è merda,

È una montagna di monnezza.

La mafia è manodopera,

È i tentacoli per le fauci

d’’0 sistema, che è l’encefalo

Della piovra:

Del polpo, ‘piedi’ e stomaco

E poco cefalo.

La mafia è la catena di montaggio:

’0 sistema l’incatena

E ne lubrifica l’ingranaggio.

Il mafioso è un infame,

Ma ’0 sistema è sovrano:

Ci rende tutti a lui uguale!

Ciascuno a suo modo

È un caporale.

La mafia è letame,

’0 sistema è la vacca grassa

Che continua a defecare.

Tutti conniventi, tutti latitanti,

“Nuddu miscatu cu’ niente!”,

Da cui non “nascono fior”

Ma sanguinano diamanti.

Non ci sono eroi e non ci sono santi:

Siamo figliocci d’’0 sistema,

Illegittimi e bastardi.

La mafia è una montagna di sterco,

È concime che non fertilizza

Ma che tutto contamina e avvelena.

La mafia è l’immondizia

E noi siamo tutti affiliati,

Parte di questa cancrena,

Portatori (in)sani

d’’0 sistema.