IL GRANDE ME - anna giurickovic dato



Carla accorre a Milano al capezzale del padre. Lui ha un cancro al pancreas in fase terminale e anche Mario e Laura, i suoi fratelli, convergono nella casa paterna. In Il grande me, pubblicato da Fazi, Anna Giurickovic Dato, racconta l’agonia di Simone e stralci del suo burrascoso passato: nato a Catania, molto vezzeggiato dalla madre, precoce nel talento musicale e nell’impegno politico, ha fatto cose diverse, è stato anche senatore, si è separato dalla moglie, e con i figli non ha trascorso molto tempo. Di fronte alla morte imminente è, come tutti impreparato, e le sue ultime giornate trascorrono tra ricoveri in ospedale, rientri a casa, false speranze, rimpianti, momenti di estrema debolezza e di estrema vitalità. Il romanzo illumina la quotidianità di una famiglia stravolta dalla malattia: quella del padre che sente più vicina la sua infanzia del tempo presente e quella della figlia che fatica a ricordarsi di avere un corpo, tutta presa dalle esigenze di quel corpo che si consuma sotto i suoi occhi.

La morte di un familiare, di un padre in questa circostanza, viene trattata con crudo realismo, in uno stile secco nella sua esasperata trasparenza ma elaborato, affrontato in periodo lunghi che vengono sparati con ritmo serrato. Un elenco dettagliato in cui la malattia non viene descritta ma vive nelle parole dei protagonisti, nel lento disfacimento fisico e mentale del padre.

Si rovescia all'improvviso, e senza nessun accorgimento che addolcisca, il rapporto tra padre e figli. Emerge una figura debole, in disgregazione, avvolta nel delirio che precede la morte e che crea un profondo contrasto con quella che era la figura paterna fino a quel momento. Un padre capace di fare tutto, vivo nella propria esistenza, forte nelle sue debolezze da uomo, e che adesso si mostra vulnerabile come un bambino.

I tre fratelli mostrano le loro profonde differenze maturate dalla distanza con la figura genitoriale. Queste determinano le reazioni nei confronti del padre morente. Il rapporto si gonfia anche del contesto emotivo generato dal passato del genitore e dal suo coinvolgimento, assenza nella vita familiare.

Il Grande me è un libro che fa male, dentro ad uno sfondo drammatico e trattato con sapiente maestria di ritmo e coinvolgimento. Il dramma del padre si alimenta dei drammi del passato, dei segreti che finalmente vengono svelati, delle reazioni dei figli. E' un libro che tratta il fragile rapporto tra padre e figli, in un tempo che descrive forse l'ultima generazione di genitori della tradizione, in cui certe dinamiche, come la separazione, hanno realmente creato traumi e destabilizzato vite. Alla fine l'assenza per una perdita imminente inizia con il fatto ancora non concretizzato. La morte filtra le immagini, sfuma la realtà dei fatti, unisce o separa, per sempre.

Siamo davanti ad un libro che si presta a diverse interpretazioni, che coinvolge perché non imbocca nessun concetto, e si apre a tutte le collocazioni di pensiero. Anna Giurickovic Dato ci regala una storia che non finisce con l'ultima pagina ma che continua nella testa del lettore per giorni e giorni.

Stile: 8,5

Storia: 9

Coinvolgimento: 9

Consigliato: SI. Non una lettura semplicissima, soprattutto per il peso degli argomenti trattati, ma che vale la pena assolutamente di leggere.

Anna Giurickovic Dato è nata a Catania nel 1989, ma vive tra Roma e Parigi. È avvocato, ha un dottorato in Diritto pubblico ed è sceneggiatrice. Il suo romanzo d’esordio, La figlia femmina (Fazi Editore, 2017), è arrivato finalista al Premio Brancati 2018 ed è stato tradotto all’estero in cinque paesi. Il grande me è il suo secondo romanzo.