IL NULLA: Pietro Edoardo Mallegni


una recensione di Andrea Terreni


"Pazzia lobotizzata:

mi schiero con il nulla"


Voglio iniziare la mia recensione con due versi che ho colto dalla lettura de "Il Nulla" di Pietro Mallegni. Due versi che introducono, come una fredda testimonianza, l'intercedere ossessivo di una serie di componimenti aspri e melodici, secchi e ridondanti in cui fino alla fine non emerge chiaro il significato, che il poeta cela volutamente, del suo pensiero e della sua anima.


"Il Nulla" è un piccolo testo in cui grandi significati si mescolano, attraverso descrizioni oniriche di paesaggi, voli, piogge, momenti del giorno, e un poeta, centralissimo, che scava all'interno del suo nulla, che in realtà non rappresenta il bagaglio esperienziale o delle passioni, ma l'inefficacia di un vivere all'interno del tempo di cui siamo protagonisti. Il poeta è vittima di una tristezza che non gli appartiene, ma che riceve da un tempo in cui vivere sembra impossibile.


"Chiedesi il mio animo

se solo l'uomo, del vivere,

abbia trovato il peggio."


La morte non fa paura, anzi, è l'ancora di salvezza per l'uomo, che non riesce ad emergere da una sofferenza sociale che però è sempre intima. Non ci sono traccia di condanna, o volontà di miglioramento. Il contesto sfascia i confini personali e s'infila dentro l'anima del poeta.


"Come la pietà,

di questo millennio.

Passeggiando vede le altre,

penzolare a corde appese,

dai grigi palazzi.

Segno che, oggi,

il sentimento

è punibile

con la morte."


Oppure:


"Cosi termina la nostra era senza rilievo,

con la crudele speranza, che se

oltre noi, è il nulla, la morte è un sollievo."


Stilisticamente il linguaggio è colto, complesso, e le frasi sono montate tra loro con abilità e grande proprietà stilistica. L'utilizzo del verbo spesso posto al termine del periodo conferisce un ritmo incalzante e caratterizza lo stile di Mallegni . Alcuni passaggi sono vere e proprie melodie, un'alternanza di punteggiatura e prese di respiro che disegnano una musica nella testa.


"E sopra me, a mezz'aria,

alberi che le chiome puntano

alla terra e le radici

al cielo, l'acqua, vanno a cercare"


Una menzione speciale va alla poesia "A mio figlio", in cui il Mallegni non si discosta dal filone tematico del libro, ma affronta con delicatezza e tanta dolcezza l'arrivo del piccolo figlio. Il meglio che può augurare al bambino è quello di non vivere le stesse sofferenze, pur auspicandosi che il piccolo possa essere un giorno fiero del padre.


"me, per quanto potrai andarne

fiero, spero di non costarti

la disgrazia di assomigliarmi"


Ho letto con grande interesse la raccolta "Il nulla", trovandola affine con le tematiche del dinanimismo, ma allo stesso tempo ricca di personalità derivante dall'autore. C'è una tensione sociale che sembra il fantasma di se stessa, c'è ma non emerge, fino al mostrarsi, devastante, nell'anima del poeta. La tristezza, la depressione, è indotta, non è mai malattia ed è per questo che, sentendosi causata, fatica a trovare una soluzione a se stessa.

Pietro Edoardo Mallegni è nato a Carrara il 1 luglio 1995. Fin da piccolo nutre due grandi passioni: la cucina e la scrittura, amori che lo porteranno a intraprendere professionalmente la strada del cuoco e più marginalmente quella dell’appassionato scrittore di poesie. Nel 2013 ha pubblicato con la casa editrice “Marco del Bucchia” la sua prima raccolta:“ Il dedalo in me”, e vince il premio “Michele Mazzella” con l’atto unico “ Geshua e il crollo dell’io”, nel 2015 pubblica un altra raccolta intitolata “ Il Dio Dada”e si avvicina al movimento poetico-artistico italiano “dinanimismo” guidato e fondato da Zairo Ferrante. Dopo la maturità viaggia molto per lavoro e nel 2017, diventa padre, così decide di tornare a vivere nella sua città , Massa, con la sua famiglia. Nel trascorrere di questi anni ha l’occasione di partecipare a diverse antologie curate da Ivan Pozzoni per la casa editrice “ Limina Mentis”.Tra il 2019 e il 2020, ottiene alcuni riconoscimenti tra i quali “ Menzione al merito per il concorso Internazionale di Poesia Fëdor Dostoevskij” ed è “ Poeta Finalista del Concorso Internazionale di Poesia Il Federiciano” in più pubblica due raccolte di poesia intitolate “Neurocidio” e “Il nulla”, rispettivamente pubblicate con le case editrici “Limina Mentis” ed “Europa Edizioni”.