intervista a: CHIARA LOSA


Oggi abbiamo fatto due chiacchiere con Chiara Losa, autrice del romanzo "E se ci incontrassimo ancora?". Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla disponibilità e dalla simpatia di questa giovane scrittrice, che in realtà riesce ad essere una donna poliedrica, in grado di disimpegnarsi in diversi settori dell'arte e della vita. Attrice, scrittrice di romanzi ma anche di pièce teatrali, affronta ogni giorno e ogni sfida con entusiasmo, determinazione e curiosità


Fuori dalla scrittura e dalla recitazione chi è Chiara? Parlaci un pò di te.

Ciao, e grazie mille per questa intervista. Allora direi che sono un vulcano di idee e cose da fare. Oltre alla recitazione e alla scrittura, sono una personal trainer e a settembre vorrei provare il test universitario per diventare dietista. Sogno di andare a vivere a Londra e non vedo l’ora di realizzare questo desiderio! Nella vita sono una lottatrice, che cerca sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno anche se a volte fa fatica. Quando cado, provo a rialzarmi sempre. Sono una persona curiosa dell’animo umano. Ricerco la verità e l’autenticità. Credo che ognuno di noi debba fare di tutto per trovare il proprio equilibrio e creare la propria felicità. Solo se amiamo noi stessi, riusciamo ad amare gli altri. Sembra una frase fatta, ma la trovo tanto vera quanto difficile. Attualmente sto provando a costruire una ottima relazione con me stessa. Ce la farò? Penso proprio di sì perché non mollerò mai!


Più facile imparare una parte o inventare un personaggio?

Direi che per me è più facile inventarlo.

I miei personaggi possono nascere in qualunque momento, guardando qualsiasi cosa. Ad esempio Artis, uno dei protagonisti del mio romanzo “ e se ci incontrassimo ancora?” è stato creato mentre stavo guardando una cassata in un bar.

Imparare una parte invece richiede l’incontro con il personaggio partendo da un’analisi attenta delle parole di altre persone, alla quale va aggiunta una tua interpretazione di ciò che in realtà sul copione non è scritto. Bisogna riempire i vuoti partendo da una traccia già stabilita. È molto divertente, ma a volte può essere faticoso se il personaggio non mi evoca qualche emozione. I personaggi che invento invece mi trasmettono sempre qualcosa positivamente o negativamente, perché nascono tutti da un mio sentire.


Hai un approccio diverso tra caratterizzare un personaggio da interpretare e crearne uno per un romanzo?

Sì... Il personaggio del romanzo viene da me. Me lo vedo davanti e lo devo solo descrivere e inserire nella storia. Gli do voce. È come se guardassi un film nella mia testa. Vedo come si muove, come è vestito e sento quello che dice. Invece il personaggio da interpretare è già scritto. Devo leggerlo e conoscerlo attraverso le righe di quello che dice e le brevi descrizioni di quello che fa. Il primo mi viene incontro, il secondo aspetta che sia io a cercarlo.


La trama del tuo primo romanzo “E se ci incontrassimo ancora?” è ricca di accadimenti, personaggi e colpi di scena. Nella stesura, parti con uno schema in testa o lasci evolversi liberamente avvenimenti e personaggi?

Avevo uno schema in testa generale che prendeva vita pagina dopo pagina. Ma principalmente ho lasciato che la storia si evolvesse spontaneamente. Io sono stata solo la prima spettatrice.


Come definiresti il tuo stile di scrittura? C'è un modello a cui ti ispiri?

Lo definirei uno stile semplice. Mi ispiro alle frasi inglesi principalmente: brevi, semplici e lineari. Ogni tanto, da buona italiana, mi incastro in lunghi sermoni però !


Un uccellino mi ha detto che stai lavorando ad un nuovo romanzo. Ci anticipi qualcosa o lasci tutti sulle spine?

Uno spifferatore insomma!!

Assolutamente vero... Sto lavorando al secondo romanzo. Posso dire che sarà un personaggio femminile, già incontrato nel primo romanzo. Il giorno del suo trentesimo compleanno le verrà offerta la possibilità di realizzare uno dei suoi più grandi desideri. Accetterà? E se sì, cosa comporterà tutto questo?


Chiara Losa è nata a Voghera nel 1993. Vive in Lombardia fino all’età di 20 anni quando si trasferisce a Roma per studiare recitazione. Nella capitale frequenta diversi corsi. Studia recitazione, regia, drammaturgia e canto. Prende parte anche ad alcuni spettacoli teatrali. Si trasferisce per alcuni mesi a Londra, ritornando poi nella capitale. Il suo sogno è quello di diventare un’attrice. Ogni giorno si impegna nel conseguire questo obiettivo. È la scrittrice di altre opere: un corto teatrale intitolato “Una linea sottile”, padre di questo romanzo, ed è una delle autrici della webseries #TherapyTime in onda su YouTube, dove ha anche alcuni ruoli come attrice. Appassionata di crossfit, ama viaggiare e ha anche un canale YouTube.