Intervista a Serena Rossi


intervista di Imperatrice Bruno


Serena Rossi, classe 1972, è una poetessa e pittrice meneghina pluripremiata che, di spettro opposto alla sua laurea in farmacia, rende la fauna, la flora e i sentimenti sociali i soggetti principi delle sue elaborazioni.


Con oltre venti anni di esperienza nel settore delle mostre, Rossi è una firma riconoscibile e concreta ma anche molto altro.


Serena Rossi: poetessa, artista, docente, farmacista... Uno spettro vasto ed inusuale, quali sono i punti di incontro di questi colori e quali- se ci sono- i punti di rottura?

Sì, tante cose diverse che tengo legate con la passione; quando studiavo farmacia credevo davvero nella scienza come ora, poi con il lavoro diretto in farmacia e l'inizio serio con la pittura non c'era più spazio e ho ceduto all'arte. Poi la poesia, sono crepe nella mia anima quando devo comunicare ricordi o emozioni forti scelgo pittura o poesia, dipende dal momento. E le lezioni coi ragazzi mi arricchiscono e mi tengono compagnia: non ho figli e i miei studenti mi mantengono giovane. Per me la matematica è un passatempo come fare le parole crociate, mi piace sempre.


Dalle sue pluripremiate poesie emerge un tono quasi di denuncia sociale e passionale. In che modo crede che i suoi versi, unitamente alle sue tele, possano avere peso su ciò che ci circonda?

Fin dai tempi del liceo statale Leonardo che ho frequentato a Milano partecipavo attivamente alle manifestazioni sociali e a tanti incontri di cultura e politica, sono sempre stata ribelle alle regole ristrette della società e per un maggior valore ai diritti sociali. Così anche nella mia arte spesso viene fuori questa vena di denuncia sociale, nella pittura ho filoni diversi ma anche lì spesso si ritrova la polemica sociale, ad esempio, contro la supremazia dei media in cui viviamo: l'uomo si sente solo ed alienato di fronte alla solitudine generata dai media che ti fanno esistere ed apparire solo per pochi secondi.


Ci parli della sua ultima creatura: Disegno papaveri rossi, edizioni Nulla Die.

Disegno papaveri rossi è una creatura al limite dell'astrazione e della musica. Contiene poesie spesso verticali e meno comprensibili delle precedenti, ma è sempre presente la musica. Scrivendo non uso il verso ma cerco la musicalità che mi spinge a trovare le parole.

Parlo anche dei migranti, i poveri africani che incontro ogni giorno in città e mi chiedono di aiutarli a trovare lavoro, hanno famiglia al loro paese e sono qui a non fare nulla. Questa situazione di ricchezza per noi e povertà per tanti mi fa davvero soffrire e non capisco come non sia possibile a livello globale pensare prima a questo e sistemare le diseguaglianze. Altro tema che affronto sempre sono i cani dei canili da cui ho preso i miei due tesori: Sally e Birillo, meticci di 10 e 11 anni. Perché c'è ancora gente che vuole prendere un cane

e lo compra in allevamenti quando potrebbe salvare un vita in canile? 


Da queste domande e altre, ad esempio contro le ingiustizie verso le donne, scaturiscono spesso versi duri e di denuncia, non penso che la mia poesia abbia un così grande valore da arrivare alle orecchie del potere ma so che più se ne parla delle ingiustizie e più si tiene vivo il fuoco della giustizia, credo nei valori dell'uomo, chissà che un giorno saremo migliori?


Quale sarebbe il primo passo per rendere l'umanità migliore a suo avviso? C'è bisogno di una sveglia?

Certo mille sveglie, come Greta, una grande risorsa per le nuove generazioni, una nuova Giovanna d'Arco, dovremmo ascoltare lei e le voci che arrivano allarmate dagli studi scientifici sull'ambiente che insultiamo troppo. Dovremmo risvegliarci da questo brutto incubo e ripartire daccapo, ma sempre ci è concesso tempo? Non saprei... 


Bianche /Di luna/Le tue parole./La voce giunge alta.

In questi versi spezzati il ritmo, la musica di cui parla si sente tutta. C'è un genere che predilige e da cui si lascia trasportare durante il processo creativo?

Non ho mai studiato musica, a parte un pochino alle medie statali alla Cavalieri di Milano. Questo mi manca, però quando ascolto la musica classica, il mio preferito è Bach: lì mi sento di esistere davvero e che la vita è bella. Ascolto i notturni di Chopin, la musica di Mozart, le variazioni Goldberg di Bach. Ogni tanto per rigenerare lo spirito. Mai mentre scrivo perchè seguirei le note e mi distrarrebbe dalla parola scritta.


Quali sono i suoi piani per il futuro? 

Ho appena curato una nuova antologia di poesia sul confinamento di cui sono anche uno dei sette autori: Voci dal confinamento sempre edizioni NullaDie. Penso che il nostro mondo interiore abbia subito un bel contraccolpo nel vivere isolati per mesi durante i lockdown e che le generazioni future studieranno a fondo questo periodo storico. Il progetto più prossimo è una mia nuova silloge curata da un letterato illustre, visti i risultati dei premi voglio puntare in alto.  


Ed è quasi d’obbligo puntare in alto per una voce come quella della Rossi: decisa, matura ma pur sempre sperimentale.

Disegno papaveri rossi, che solo il 12 giugno scorso all'Elba si è aggiudicato un premio di merito al concorso letterario internazionale Ascoltando i silenzi del mare, è una silloge che sa scavare e istigare, che pone il lettore in una posizione di autocritica per mezzo di versi che non perdonano la propria schiettezza.


E mille volte ancora

Griderò il tuo nome 

Sete senz’acqua 

Delirio 

Voglio vivere così 

Appesi a lacrime 

Gli acari del sorriso 

Le pene 

Del tuo tormento 

Sole spavento 

Griderò un’alba nuova 

Sparerò alla terra 

le prigioni della Libia 

Stalin 

Tutto da cancellare 

E spiamo seri la sera 

Deve arrivare 

Anime senza lacrima 

Salmone 

Senza terra 

Limone.