La misteriosa e avventurosa vita del Conte di Saint-Germain: G. MELLACE & M. D. TOMMASINI


recensione di Sonia Agnesi


Quando è arrivata la mail con il materiale bibliografico per scrivere la mia prima recensione, non ho potuto trattenermi dal sorridere e mordermi il labbro inferiore, come fanno i bimbi che ricevono un regalo: si trattava di un romanzo storico (genere che personalmente amo).


Prendete il rapporto servile e allo stesso tempo complice tra Robinson Crusoe e Friday, la sapienza mistica e visionaria di Nostradamus, la scaltrezza e astuzia napoleonica e l'ossessione per la bellezza di Dorian Gray: le avventure del Conte di Saint-Germain, abilmente narrate dalla penna di Giuseppina Mellace e Maria Delfina Tommasini, faranno riaffiorare in voi un ventaglio di ricordi letterari e culturali vivaci tanto quanto la trama stessa.


L'avventurosa e misteriosa vita del Conte di Saint-Germain, un romanzo storico sorprendente e indescrivibilmente ricco: passeggiando con lo sguardo tra le righe ho incontrato re, regine, nobili della corte e dame accompagnate dai cicisbei, schiavi, ladri e farabutti, donne di strada e uomini di taverna, religiosi e alchimisti; saltando da un capitolo all'altro ho fatto il giro d'Europa, passando per la Francia e l'Inghilterra, le Fiandre, l'Italia e la Repubblica Ceca. Ho vagabondato con il Conte e il fido servo Kosic, in costante tensione per la paura, la foga di fuggire, l'amore più ardente o l'odio più viscerale.


I vuoti biografici nella vita del protagonista, colmati da vicende in linea con la leggenda che avvolge tutta la sua esistenza, svelano e moltiplicano a un tempo il mistero di Saint-Germain. Non esistono buoni o cattivi; i ruoli si intrecciano insieme alla politica di Corte in un nodo di potere, eros e convenienza che eleva inesorabilmente coloro i quali non si fanno alcuno scrupolo.


La narrazione e il linguaggio sembrano addirittura abbozzati, spesso frantumati e improvvisi:

l'intero intreccio è un crescendo, la cui catarsi si risolve solo all'ultimo respiro per leggere l'epilogo.


Il libro si presta a essere letto da un pubblico di tutte le età, sia a un livello più superficiale e di svago, sia su un piano più tecnico per specialisti dell'esattezza storica: è importante evidenziare la cura dettagliata della ricostruzione dell'ambiente, delle vesti, degli usi e costumi settecenteschi nel minimo particolare.


Si tratta di un romanzo perfetto per avvicinarsi al genere senza troppe difficoltà, ma anche

sicuramente un'ottima lettura per chi -come me- è già un appassionato lettore di altre

epoche.

Una stesura a quattro mani tutta al femminile: le Autrici


Giuseppina Mellace, nata a Roma nel 1957, è autrice di pièce teatrali, saggi, racconti con i quali ha vinto numerosi premi. Dal 2014 pubblica con la Newton Compton di Roma libri di saggistica storica tra cui Una grande tragedia dimenticata, sull’eccidio delle Foibe, con il quale ha vinto tre primi premi a Giardini di Naxos, Rovigo e Matera (il libro è stato presentato anche in Rai durante la trasmissione “Uno mattina Libri”). Sempre nella stessa sezione, l’autrice ha poi altri testi fra cui L’Oro del Duce, Delitti e stragi dell’Italia nazifascista e l’ultimo I Dimenticati di Mussolini, incentrato sulla vicenda dei militari italiani della seconda guerra mondiale, deportati nei campi di concentramento tedeschi ed alleati, con il quale ha già vinto il primo premio “Il Convivio” (è stato presentato anch’esso in Rai).

Sempre sul tema delle Foibe, ha scritto Storie di Donne Dimenticate, racconti dalle Foibe in sinergia con i quadri dell’artista Pier Toffoletti di Udine che ha curato anche la copertina del suo ultimo libro IL QUADRO DI NORMA (edito dall'Università di Cusano, è stato presentato in Rai). In quella stessa università, insegna nel Master “Esodo Giuliano-Dalmata e Foibe.”

Ha vinto numerosi premi tra cui il Concorso Letterario “Villotte 2017” con la vicenda delle sorelle Radecchi.


Maria Delfina Tommasini, di fiere origini calabresi, vive a Roma, dove è nata nel 1954.

Laureata in giurisprudenza con una tesi in medicina legale, ha lavorato presso un istituto di credito occupandosi di finanza ed economia, ma è anche impegnata in attività di volontariato e sportive. Ha partecipato a laboratori di scrittura creativa e ottenuto riconoscimenti in svariati premi letterari, pubblicando le antologie: Q’anto t’amo ( Damster Ed.),Chi ha ucciso Renzi ? (Montegrappa Ed.), Micol-Racconti della memoria ( Laboratorio Gutemberg), Va inscena la commedia umana (L’Erudita Ed.), Polvere sotto il divano (Perrone ed.). Ha partecipato alla stesura di due romanzi scritti a più mani: Pazzo thriller (Ed.Centoautori) e Girotondo napoletano ( Homo scrivens Ed.), primo premio al concorso letterario Carver 2016”. Tre suoi racconti classificati ai primi posti al concorso letterario Roncio d’Oro, sono inseriti nell’antologia “Roncio d’oro- premio Città di Ronciglione”. Ha ricevuto una menzione d’onore per Quel certo cininin nel 2012 e una per Luna d’oriente nel 2016 partecipando al premio di narrativa gialla inedita “Delitto d’autore “ organizzato da ACSI (ass.cultura sport e tempo libero)- Comitato prov.le Lucca e Versilia. Ad agosto 2017 è risultata vincitrice del premio “Argenpic scrivere donna Daniela Marrozzi”” di Tarquinia per la sezione racconti; nel 2019 ha pubblicato con Scatole Parlanti edizioni ”In riva al male”, scritto con Alessandra Giacomini. Infine, nel dicembre 2020, ha pubblicato .” La contessa di Salasco”, che ha ottenuto la menzione d’onore per il premio “Romanzo storico 2020” dell'Ass.ne il Faro (TE).