LIBRO DEL MESE DI AGOSTO

QUOTA 100

una rubrica di Ilaria Romano


Un libro composto da nove storie, nove vite dove l’autore ci racconta la voglia o la necessità di questi protagonisti di andare in pensione, l’agognata pensione che con la quota 100 dal 2019 al 2021 permetteva di andare in pensione anticipatamente con una età minima di 62 anni e 38 di contributi.

Sono storie malinconiche, storie di uomini e donne che sognano una libertà che arriva troppo tardi perché poi subentrano altre responsabilità, come i genitori anziani da accudire, i nipoti, i figli che non trovano la loro strada e vanno aiutati e a volte anche finanziati.


Una vita spesa a lavorare e una volta terminato il lavoro diventa ancora più faticosa.

Sono storie intense, toccanti e che fanno riflettere.


La prima si intitola proprio Quota 100, poi le altre sono tutte nominate con i nomi dei protagonisti e così conosciamo Eleuterio con una storia commovente, lo incontriamo proprio l’ultimo giorno di lavoro, ripercorre la sua storia lavorativa, l’amore per una collega che ritrova proprio l’ultimo giorno e che con malinconia saluta per sempre, i festeggiamenti per una degna conclusione e poi l’uscita di scena che non ti aspetteresti mai.


Poi c’è Eva che dopo tanta gavetta e mille lavori finalmente riesce ad aprire il suo centro estetico, ma le cose iniziano a non andare bene e così sceglie di aderire a quota 100, ma anche lei non avrà una pensione serena perché si ritroverà ad accudire la suocera anziana e malata.


Gianna, fra tutte queste storie, forse è l’unica vincente, una donna che ne passa di tutti i colori, da una sfavillante carriera alle umiliazioni dovute ad un nuovo direttore, la scelta di aderire a quota 100 e un nuovo giovanissimo amore con cui si sposa a Las Vegas, ma che non si confermerà l’amore della sua vita. Ma Gianna è l’unica che non si abbatte e non si arrende e sa esattamente cosa fare degli anni che le restano da vivere. Goderseli.


Giorgia neo-nonna pazza di gioia per la nipotina vuole sentirsi utile per la figlia che ha un marito non presente. Così aderisce a quota 100 e si dedica anima e corpo insieme al marito a figlia e nipote. Ma poi? La vita va avanti, i figli prendono le loro strade e i nonni si ritrovano di nuovo soli e spesso si sentono senza uno scopo nella vita.

Michele invece con la pensione decide di dedicarsi finalmente alla sua più grande passione, la musica. Ma c’è un autore che non gli porta fortuna e ogni volta che conclude un concerto con una sua canzone accade qualcosa di brutto.


Anche Renato, come Giorgia, quando va in pensione si dedica anima e corpo a figlia e nipoti, ma anche lui si ritroverà solo e senza uno scopo nelle sue lunghe giornate.


Sergio invece sceglie quota 100 per assistere i genitori malati e si ritroverà accanto una moglie che non ha più voglia di ricoprire questo ruolo e una cognata che invece magari lo vorrebbe ma altri ostacoli si frapporranno tra loro.


L’ultima storia è di Teresa che invece non riesce, per ragioni burocratiche, a aderire a quota 100 e per più di un anno vive in uno stato di rabbia contro tutto e tutti. Poi piano piano, con l’aiuto di un’amica collega torna alla vita e a sorridere, incontra un uomo, se ne innamora ma lui è appena andato in pensione ...


L’autore conclude questo bellissimo, anche se molto malinconico excursus di vite con un dialogo immaginario tra un nonno e un piccolo nipote che gli chiede cos’è la pensione? E cosa c’è dopo?

Non vi ho raccontato il primo racconto, Quota 100, è vero.

Ma non è una dimenticanza, non ve lo voglio raccontare perché è quello più bello a mio parere, con un tocco di fantasia che non guasta mai e che non voglio però rovinarvi con qualche dettaglio importante alla narrazione. Va letto e basta.


Nel complesso il libro mi è piaciuto molto, scritto bene, scorrevole, bello l’argomento, molto attuale, fa molto riflettere. Fa riflettere sul fatto di quanto ci affanniamo in questa vita a raggiungere un qualcosa che quando finalmente lo otteniamo non riusciamo davvero a godercelo.


STILE: 8

STORIA: 8 1/2

COINVOLGIMENTO: 8

CONSIGLIATO: si, a chi ama i racconti brevi e che fanno riflettere.



Riccardo Grozio è nato a Genova e vive in Liguria. Laureato in filosofia, giornalista ed

esperto in comunicazione culturale e sociale, ha pubblicato le raccolte di racconti Che ne sarà stato(Oèdipus Edizioni, Salerno, 2019) e Quota 100, (Amarganta Editore, Rieti, 2020). Collabora con il blog letterario Culturificio.

Il consiglio di lettura di questo mese è:


POMODORI VERDI FRITTI AL CAFFE’ DI WHISTLE STOP

di Fannie Flagg


Trovate la recensione sul mio blog LE MIE RECENSIONI - www.unlibrosogna.it