PASQUALE ZUCCHI

POESIE INEDITE


Nasca a Reggio Calabria nel 1939 ma si trasferisce subito a Roma con i genitore fino al compimento del 27° anno d'età.


Qui si unisce in matrimonio con Tina Ruggieri e lo stesso anno decidono insieme di emigrare in Canada. Optano per la citta' di Montreal,nel Quebec, ove fissano la loro dimora permanente. La coppia avrà due figli: Christian e Nadia.


Dopo varie vicissitudini e numerosi lavoretti precari e malpagati riesce a far riconoscere i suoi meriti e viene assunto in pianta stabile, in qualita' di giornalista e redattore del settimanale "Corriere Italiano" .

Collabora anche come giornalista freelance alla rivista mensile "Insieme".


E' iscritto all'O.J.I.Q. (Ordre des journalistes italiens du Que'bec) col N. di matricola 049.

Dal 1999 è in regime di pensione.

 

E t'amo


E t'amo

dopo l'urlo del lupo

quando la notte m'ulula nelle vene

e mi rinasce dentro il desiderio

canzone sempre nuova del mio sangue...

t'amo mio fior tremante

mia bruciante morsura della carne

t'amo a sera quando il sangue piu' vivo

s'affranca dal destino

quando soavi sboccian fiori bianchi

a zuccherarti gli occhi

e s'offrono i tuoi seni

al rovente calor della carezza...

t'amo crocifisso alla radice del tuo sesso

mentre ti spezzi in me

che soffio nel tuo corpo

il mio amore di bestia

e attendo con le mani ancorate alle stelle

quel vivido sapor di fiori e cenere

c'ogni volta mi lasci sulla lingua...

quando con la rugiada sulle ciglia

giaccio ad ascoltar la vita

che luna dopo luna

mi trascorre negli occhi

e il tenero tuo polso che batte come un cuore

sulla mia gola vinta.


***


Invecchiero'


L'inverno se ne andra' posando sulla terra

la polvere dei secoli

e tornera' la vita

e spunteranno ancora tenere l'erbe folli.


In spasmi di malinconia invecchiero'

sotto l'occhio infossato della luna

sciogliendo il nodo che stringeva amore

lasciando le radici a traversar la pietra.


Invecchiero'

portando sulle spalle opulenti silenzi

e la tristezza errante...


camminando sull'onda invecchiero'

con lo sguardo rivolto alla stella d'Ulisse

mentre la notte esala innumeri agonie.


***


Dove sei?


E ti cerco...

quando il male del sangue

canta sommesso

la negra melopea nella ferita...

quando i chiodi della solitudine

si torcono nella bruciatura

che consuma l'irreale...

quando tristezza nuda

viene a morire sul mio ventre a sera...

ti cerco

nel buio solaio della mia vita

guardando il ragno tessere

la lunga seta della malinconia...

nell'istante che uccide...

nell'occhio della luna...

nella sete dei vivi...

nel rimorso dei morti...

ti cerco

nel canto del silenzio...

nella piaga che cola lenta licor d'altre stagioni...

nell'immensita' del tutto ove incurvano i giorni...

nel sangue della terra che abortisce stanotte.


***


La contropartita


Il buio...dopo la luce

e dopo il riso...il pianto

la vita ci conduce

senza dar piu' diu tanto...


dopo la gioia...le spine

e dopo il bene...il male

non siam che le pedine

d'un gran gioco fatale...


dopo il perdon...vendetta

dopo il sogno...realta'

prostriamoci in gran fretta

ai piedi Maesta'

la vita che c'impone

con equilibrio raro

dopo il miele...il limone

dopo l'amor...l'amaro.