PIETRO EDOARDO MALLEGNI

INTERVISTA CON L'AUTORE


intervista di Andrea Terreni


Pietro Edoardo Mallegni è nato a Carrara il 1 luglio 1995.


Fin da piccolo nutre due grandi passioni: la cucina e la scrittura, amori che lo porteranno a intraprendere professionalmente la strada del cuoco e più marginalmente quella dell’appassionato scrittore di poesie.




Chi è Pietro Mallegni e quanto la poesia entra all'interno della sua tua vita?

Credo di essere una persona semplice, dedita al lavoro che ama fare: appassionato di cucina e letteratura, padre e compagno. Cerco, spesso e volentieri di lasciare la mia firma su ciò che faccio, imprimendo la mia identità nelle mie azioni quotidiane e in quelle straordinarie. Per tutto il resto, volendo citare uno dei miei film preferiti “Sono un mucchio di carne e ossa e di pochezza”. La poesia credo sia eternamente presente nella mia vita, in ogni passo compiuto per andare a lavoro e in ogni singolo pesce fritto ; credo che vi sia poesia in ogni cosa e credo che intorno a noi, uomini e mondi e nature, tentino in continuazione di spiegarci un qualcosa di impossibile da afferrare, ma nel quale è racchiuso il segreto reale di tutta una vita, per quanto riguarda il mio “ fare poesia” spesso e volentieri mi abbandono ad una fermentazione delle idee che poi si trasformano in versi, talvolta in pochi attimi, oppure per mesi.


Cucina e poesia, due amori irrinunciabili. Quali connessioni riesci a trovare tra queste due pratiche che ti caratterizzano?

Credo che cucina e poesia abbiano molto in comune. Ingredienti e parole possono essere accostati a formare nuove idee, sapori e suoni. La ricerca del lessico è paragonabile alla ricerca di una materia prima, più è rara più vi saranno difficoltà nel lavorarla e maggiori i rischi per lo spreco o il deterioramento e spesso e volentieri quando presentata al commensale può suscitare incomprensione. Inoltre credo che come il senso del gusto sia stato, seppure a livello primordiale, un’espressione del nostro istinto di sopravvivenza; la poesia a suo modo ci ricollega ad un universo ancestrale in cui l’uomo si abbandona al senso dei sentimenti e dell’introspezione. Infine credo che il miglior pregio della poesia, a scapito della cucina, è che possa sopravvivere benissimo pur non piacendo alle moltitudini.


Pietro Edoardo Mallegni, giovanissimo eppur già con una produzione poetica importante. Che spazio occupa la poesia nella tua vita?

Nella mia quotidianità dedico almeno un’ora di lettura alla poesia o altri testi che credo importanti. Cercare di comprendere altre visioni e altri mondi attraverso i versi o i racconti, credo sia la migliore forma di accrescimento morale e sociale che un individuo possa avere. Nel mentre il mio tempo dedicato allo scrivere poesia non può, a mio parere, essere definito; talvolta vi dedico intere giornate consecutive e talvolta non scrivo nulla per giorni, fino a quando, magari, una semplice foglia cadendo, mi regala una riflessione alla quale ritengo doveroso dedicare delle parole.


Una poesia spesso cupa, feroce eppur delicata. Da dove arriva tutto questo?

Credo che il mio scrivere sia il frutto o meglio il "figlio" di ciò che vivo e ho vissuto, di fatto, proprio come un bambino che cresce, la mia scrittura si evolve e si educa in base alle mie esperienze, che di conseguenza sono lo sue. Riflessioni, dolori, amori mancati, dispiaceri e desideri irrealizzati sono lo zoccolo riflessivo della mia poesia, il quale, nelle sue evoluzioni, spesso costruisce dei labirinti infiniti di idee e possibilità dove il mio "io" perde la bussola e si concretizza in una nuova veste irriconoscibile e inadatta all'identificare la conclusione di tali sentimenti. In questo si sovrappone la mia concezione di vita da padre e nel mentre la prima versione di me non si sforzerebbe mai di trovare un lato positivo, quest'ultima per sua natura non abbandona mai la speranza che del buono nel mondo ci sia. E in questa eterna battaglia, fatta di distopie e miracoli, convergono sensazioni ed emozioni che se colte, a mio parere, e giustamente trasformate in versi, non possono che avere il risultato di una quotidiana triste semplice ricerca del bello e del buono.


Il tuo stile è caratterizzante, eppure avrai sicuramente delle influenze. Chi ti ispira o ti ha ispirato?

Sono sempre stato un amante di Baudelaire, per me " I fiori del male" o " I paradisi artificiali" sono pietre miliari della letteratura. Crescendo e incuriosendomi mi sono avvicinato alle letture degli autori della Beat Generation: specie Kerouac e Ginsberg. Per me il loro modo di fare poesia è stata una vera fonte di ispirazione: la costruzione dei versi, la ricerca di una musicalità spesso sincopata e intermittente, la ribellione o meglio la rivoluzione che vivevano era trasmessa nel loro scrivere non solo per tematiche, ma anche nella costruzione dei singoli testi. Infine come ultimo, ma non per importanza vorrei dire che la poesia di Guido Gozzano è stata la scoperta che mi ha fatto avvicinare ad un senso diverso di fare poesia: la sua semplicità apparente, la sua sottile ironia spesso impercettibile, ma sopratutto la ricerca di significati e significanti dietro immagini o emozioni che all'apparenza risultano vuoti, sono e resteranno fondamenti insostituibili del mio scrivere.


Quale tra i tuoi testi ti rappresenta meglio? Perchè?

Credo che la mia poesia più significativa sia " Un miracolo", fa parte della mia ultima raccolta, ancora inedita alla quale vado nei giorni e nei mesi aggiungendo vari testi. Credo che questa sia la poesia più capace di rappresentarmi poichè in essa cerco di esprimere il senso di delusione e meraviglia che si prova quando si vede per la prima volta come è veramente fatto il mondo. E nel mentre si ambisce a divenire tutto ciò che la fuori consideriamo meraviglioso, non ci rendiamo conto che in realtà stiamo diventando tutto ciò che detestiamo. In questo impostando il suddetto testo come una specie di riflessiva confessione fatta a mio figlio e cercando metafore o analogie nel paesaggio circostante, credo di aver espresso nel miglior modo la mia combattiva idea di come e di quanto ci si odi in realtà divenendo ciò che si combatte.


Cosa c'è nel domani di Pietro Mallegni?

Al momento sto lavorando su una raccolta di poesie e una raccolta di racconti. Spero che in un futuro immediato, magari trovino un editore, anche se questi ultimi progetti mi sento in difficoltà a pubblicarli poichè per me sono molto significativi. Spero di diventare un bravo babbo e un bravo compagno, o per lo meno migliore di quello che sono stato fino ad oggi. Spero di continuare a fare bene il mio lavoro a portarlo avanti con dedizione e impegno, cercando anche in questo caso di migliorarmi sempre più. Per quanto riguarda il resto, se ci saranno delle soddisfazioni o delle sorprese, sarà bello viverle sul momento, sperando magari che qualche verso, possa, nel marasma del tempo e dello spazio, solleticare il cuore di qualche sprovveduto lettore lontano.....