PIETRO MALLEGNI

Testi tratti dalle raccolte "Il dedalo in me" e "Il dio Dada"


Pietro Edoardo Mallegni è nato a Carrara il 1 luglio 1995. Fin da piccolo nutre due grandi passioni: la cucina e la scrittura, amori che lo porteranno a intraprendere professionalmente la strada del cuoco e più marginalmente quella dell’appassionato scrittore di poesie. Nel 2013 ha pubblicato con la casa editrice “Marco del Bucchia” la sua prima raccolta: Il dedalo in me, e vince il premio “Michele Mazzella” con l’atto unico “ Geshua e il crollo dell’io”, nel 2015 pubblica un altra raccolta intitolata “ Il Dio Dada”e si avvicina al movimento poetico-artistico italiano “dinanimismo” guidato e fondato da Zairo Ferrante. Dopo la maturità viaggia molto per lavoro e nel 2017, diventa padre, così decide di tornare a vivere nella sua città , Massa, con la sua famiglia. Nel trascorrere di questi anni ha l’occasione di partecipare a diverse antologie curate da Ivan Pozzoni per la casa editrice “ Limina Mentis”.Tra il 2019 e il 2020, ottiene alcuni riconoscimenti tra i quali “ Menzione al merito per il concorso Internazionale di Poesia Fëdor Dostoevskij” ed è “ Poeta Finalista del Concorso Internazionale di Poesia Il Federiciano” in più pubblica due raccolte di poesia intitolate “Neurocidio” e “Il nulla, rispettivamente pubblicate con le case editrici “Limina Mentis” ed “Europa Edizioni”.

 

Piovono le disgrazie


Ed il giubilo si fece cadenzato,

poi al passo lento

mura la soglia del pensiero

impervio meraviglioso,

vana gloria del passato scontento.


Ed ecco cometa

in mezzo alle stelle,

ora, il reietto sole brucia

a ricordi e complicità vestita ,

picche e croste sulla tua candida pelle.


Ed arrivò la Morte

serena sia la disgrazia che tocchi ,

bugia al tempo non sfiori ,

poi vidi il mio riflesso spento

nell’ultimo bagliore dei tuoi splendidi occhi.

***


Lobo e tempo


Verde cordoglio tra sangue,

tristezza e rossi e rasoi di un

amore rinnegato dall'ingegno

caro al color del vero.


Davanti a me,un diverso

pensiero d'ostile e nera

pazienza,ma grazia serena

lascia un nuovo silenzio.


E dono e senso,crudele

recidi,dannando la tua indole

lasciando il segno di quell'infinito addio.


Fuori dai tuoi meandri,vaghi

cercando un tono d'ultimo amore

e con il tuo dono,ottenesti la gioia

di un solo momento.


***


In ombra solo


Gracchiano le tue idee

sulle mie aure di spregi.

Il tuo mediocre silenzio

e la tua silenziosa ipocrisia

cantano la vera tu.


Del cuore la codardia

cavalca le esili scorciatoie

tra io e te;

tra amore e disprezzo.


Liberai lo sguardo

dai tuoi occhi e

coricai il cuore in un letto di spine.


Si uniscono dubbi e convinzioni

e il tempo che è passato,

non lo rinnego.


Avrei preferito vivere,ma

ho deciso di amarti.

***


La costa grigia


D'arrivare, in battelli,

lenti e tristi, al partire

e alleviar pupille, liberando

la vista da quelle scogliere

impervie e crudeli, sussiste

un tetro tepore

a un brivido accanto che

di lacera carne spettro all'unisono

si regalano.


Ed uno all'altro soffoco

dolore provoca, così del

brivido e del tepore, non

che I singhiozzi, si riesce

ad avvertire.


E; ora, vi chiamo e dico,

che tali luoghi sorgono

ai confini del cuore e della ragione,

al fine di recider permesso

all'uno di toccar l'altro.