POESIE EROTICHE PER AMANTI RUSSE: Luigi Romano


a cura di Imperatrice Bruno


Quando una donna diventa Musa e divinità sorge, da un animo sensibile, una poesia d’amore tenera e sincera.

Poesie erotiche per amanti russe (Controluna editore) di Luigi Romano rivista la figura della donna angelo, della ‘mia signora’, svestendola e dotandola di libido umana.

Salta all’occhio la mancanza di una prefazione all’interno della raccolta; il lettore viene catapultato in un cosmo sensoriale e sensuale sviluppatosi attorno ad un destinatario, ad un te che fa da sole. Si ritrova immediatamente a sfogliare pagine imbevute di un amore carnale ma allo stesso tempo immateriale, immenso ma misurabile, spesso, in climax sessuali.


‘Dopo aver fatto l’amore

si accoccola tra le mie braccia,

antica come una Pangea neonata,

giovane come sogni di infanzia,

incurante del tempo che non scorre più.’


I versi di Romano escono dall’involucro talcato del puro sentimento e diventano descrizione anatomica di un erotismo che sa far arrossare le gote senza creare imbarazzo.

Non mancano formule ricorrenti, epiteti, immagini affezionate; ogni composizione, però, esplora un diverso centimetro di pelle e una diversa stagione rendendo forte e potente la percezione di quest’amore destinato che sopravvive anche l’ipotesi più avversa:


‘T’avrei amata

anche se mi avessi respinto (..).

T’avrei amata come amica-

e non come intendono i poeti-.’



I congedi


Appena m’hai baciato

mi sono congedato

dalla solitudine,

dall’inquietudine ovattata

del dubbio

e dai terrori bifidi

dell’autocommiserazione.

Dall’incombenza delle ombre.