ROCCO GIUSEPPE TASSONE

POESIE INEDITE


Nato a Candidoni (RC) risiede a Gioia Tauro. Laureato in Scienze Biologiche, è titolare della Cattedra di Scienze Naturali presso i licei.


Un gruppo di suoi alunni ha inoltrato al Presidente della Repubblica Italiana una richiesta per un’onorificenza al Merito. Con decreto del P.R. del 27 dicembre 2003 viene nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ed iscritto nell’elenco nazionale dei Cavalieri al numero 136626 sez. IV.


Poeta, storico, scrittore poliedrico e divulgatore scientifico. Collabora a varie riviste a carattere storico-letterario ed ha vinto i più importanti premi letterari in Italia e nel mondo. E’ stato componente di Giuria al Premio Bergamo, al Premio Friuli-storia e al Premio Messinaincentro.


Il Tassone è oggi considerato il massimo esponente vivente del dialetto calabrese e dell’etnografia religiosa. Scrive attivamente ed ininterrottamente dal 26 novembre 1976.

Ha pubblicato, ad oggi, 66 libri tra poesia, saggistica, scientifica, narrativa, teatro, un vocabolario del dialetto calabrese, oltre a vari testi di glottologia, etnografia ed iconografia religiosa.

 

I VECCHI


Sono cresciuto ascoltando i vecchi,

seduti attorno alla ruota con il braciere,

raccontare storie.

Storie d’amori, di miracoli.

Storie di tragedie, di giovani amanti

partiti e mai tornati

dalle terre di guerra:

padri che hanno sepolto i loro figli!

Storie di donne mai possedute e

di uomini che vantavano

d’aver visto, nell’ombra della sera

durante la processione del Santo,

una caviglia scoperta.

Raccontavano ed io ascoltavo!

Raccontavano e man mano crescevo!

Mi addormentavo tra le ginocchia

delle vecchiette e sognavo le loro gesta,

cercando di vederle giovani e mi svegliavo

sui loro racconti infiniti mentre la mano,

rugosa e non più ferma, accarezzava

la mia testa e cullava i miei pensieri

che si andavano formando!

Una sera poi qualcuno non veniva più,

un pezzo di ruota rimaneva libero

e le storie mai raccontate restavano

nel segreto di una tomba

nel vecchio cimitero del paese.


***


LE NORNE


Dall’ombra dell’ Yggdrasill,

il grande frassino della vita,

presso la fonte di Urðarbrunnr,

sovviene alle mie orecchie

un cupo bisbiglio.

Urðr, Verðandi e Skuld

passato, presente e futuro,

le tre Norne

tessono, tra gli intrecci del filo,

un canto di nenia

in oblìo della vita!


***


TRAMUNTU


E cu ‘n’urtima

junta i luci

u suli

annorbau lu mari