VI DICHIARO MARITO E MORTE: simone consorti


recensione di Ilaria Romano


Simone Consorti ha pubblicato con Ensemble edizioni "Vi dichiaro marito e morte", un piccolo libro di dieci racconti.


Il primo Portare il cuore di un santo tocca il tema del trapianto di organi, il cuore di Don Giusto, dichiarato santo alla sua morte, viene donato più e più volte, ma ogni volta che il donatore lo riceve invece di diventare più buono, diventa invece più malvagio.

Interessante la “velata” critica anche alla politica, ogni volta che il cuore ha una nuova sede, un ministro impone delle regole ben precise al “fortunato ricevitore” per mettersi in bella mostra pagando tremila euro al mese per farsi scrivere un post al giorno in suo favore. Divertenti gli slogan “Facciamo ogni giorno un miracolo” “Il nostro cuore batte insieme”. Ci fa capire come sia sottile la linea tra malvagità e santità.


Il secondo racconto è il mio preferito: Lei è il papà di Federica? Federica, muore troppo giovane, adolescente. A raccontarci la sua storia è il suo migliore amico a cui viene affidato anche il compito di piantare un albero nel giardino della scuola in sua memoria. Ma il dolore per questa perdita è troppo grande, sia per il papà di Federica, che diventa come un fantasma, che per l’amico che inizia ad immedesimarsi nell’albero finché un giorno non riesce più a camminare. Il ragazzo e il papà si ritroveranno dopo anni e il ragazzo capirà che la vita del padre di Federica è andata avanti nonostante tutto. Un racconto toccante, delicato, dal punto di vista di uno sguardo ingenuo e sensibile.


Il terzo racconto è Il prescelto e torniamo al tema religioso. Qui a parlare è il capo di una setta che ha deciso un suicidio di massa, sono le ultime ore di vita di tutti ma lui è convinto di salvarsi perché è il prescelto. Ha dato a tutti una pillola letale ma ce ne sono tre che non sono letali, gioca in poche parole alla roulette russa con la vita dei suoi seguaci. Un ritmo incalzante che ci tiene in sospeso fino alla fine.


Il quarto racconto è Shooting e qui invece troviamo un’intrigante storia di sesso, una giovanissima ragazza che finge di farsi adescare dal bel fotografo che le sta facendo un servizio fotografico e che poi si scoprirà, non essere poi così tanto sprovveduta. Interessante il passaggio da un genere ad un altro. L’autore è padrone del suo mezzo e sa districarsi tra diversi generi letterari.


In Tutto tranne fascista si parla di un ragazzo ucciso e di suo fratello che cerca vendetta soprattutto quando tappezza la città di manifesti e scopre che qualcuno li strappa, questo aumenta ancora di più in lui la rabbia. Ragazzi allo sbando, ragazzi di periferia che nella noia cercano passatempi pericolosi.


La Pallottola d'argento affronta un altro tema molto attuale, genitori separati, un padre che non accetta il nuovo compagno, poi trova dei lividi sul corpo del figlio ed iniziano le accuse, le guerre legali e chi ci rimette sono sempre e solo i bambini. Un racconto intenso e commovente che fa riflettere.


Nozze di plastica è un altro racconto molto intenso. Le voci che si alternano sono due, Lei e Lui, sposati, Lui appena tornato dalla guerra con il volto sfigurato da una granata. Lei fa fatica ad accettare questa nuova persona che si trova accanto, cambiata non solo nel volto ma anche nell’animo. Lui non accetta invece la bellezza di Lei, fino al punto da desiderare che diventi sfigurata come lui. Anche qui temi intensi, il dolore di una menomazione, la difficoltà di accettarsi e accettare il diverso.


L’ultimo racconto, I papà di Anna, è un altro racconto molto dolce.

Anna è una ragazzina che non ha il papà, non sa che fine abbia fatto, sua mamma è da tanto che non lo nomina più. Un giorno anche sua mamma scompare e Anna si ritroverà sola a cercare con l’amico Simone non solo la mamma scomparsa ma anche suo padre. Un piccolo viaggio con un finale malinconico.


Ho trovato questi racconti molto veri, infatti l’autore mi ha confermato che, a parte il primo che è di pura fantasia, gli altri sono tutti ispirati da fatti di cronaca o storie realmente accadute. Si sente, infatti, che sono temi tutti molto attuali che l’autore riprende con tatto e delicatezza entrando in ogni personaggio con uno stile asciutto, semplice ma che arriva al cuore.


Ho chiesto a Simone di raccontarmi qualcosa di lui e mi ha scritto:

“L'altra mia grande passione, oltre alla scrittura e alla psicoanalisi, è la fotografia in bianco e nero. Mi definirei un tipo solitario. Insegno da più di vent'anni e ho un ottimo rapporto coi colleghi e soprattutto i ragazzi, ma, fuori dalla scuola, le giornate vanno soprattutto in lunghe passeggiate sul mare, dove abito, scrittura e lettura. Fonte di ispirazione, in particolar modo per la poesia, sono la musica e, appunto, il camminare. Ho diversi progetti in cantiere, tra cui traduzioni dei miei libri in altre lingue e riduzioni teatrali dei miei racconti.”

E allora buon lavoro Simone!


STILE: 7

STORIE: 7 ½

COINVOLGIMENTO: 7 ½

CONSIGLIATO: Si, soprattutto a chi ama i racconti brevi con un occhio

sull’attualità.

Simone Consorti è nato nel 1973 a Roma,

dove insegna in un liceo. Ha esordito con “L’uomo che scrive sull’acqua ‘aiuto’”(Baldini e Castoldi 1999, Euroclub 2000, Premio Linus). Ha pubblicato i romanzi “Sterile come il tuo amore”(Besa, 2008), “In fuga dalla scuola e verso il mondo”(Hacca, 2009), “A tempo di sesso”(Besa, 2012),“Da questa parte della morte”(Besa, 2015), “Otello ti presento Ofelia” (L’erudita, 2018), “La pioggia a Cracovia”(Ensemble, 2019), oltre che diverse raccolte di poesia, tra cui “Nell’antro del misantropo”(L’arcolaio, 2014) e “Le ore del terrore”(L’arcolaio). “ La sua piéce “Berlino kaputt mundi” è andata in scena al Teatro Agorà di Roma nel 2018. Si occupa di street photography; ha tenuto mostre personali in Italia e partecipato a collettive in Russia.